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Basi SEO tecniche4 min di lettura

Il tag Hreflang (multilingua)

Come indicare ai motori la versione linguistica corretta di una pagina, con la sintassi giusta e gli errori di reciprocità più frequenti.

Il tag hreflang indica ai motori di ricerca quale versione linguistica o geografica di una pagina proporre a un determinato utente, quando lo stesso contenuto esiste declinato in più lingue o per più paesi.

Caso d'uso: quando hreflang diventa necessario

Non appena un sito propone la stessa pagina (o una pagina equivalente) in più lingue, o la stessa lingua adattata a più paesi (francese di Francia vs francese del Belgio, ad esempio), il motore deve sapere quale proporre a quale utente. Senza hreflang, rischia di mostrare la versione inglese a un utente francofono, o di indicizzare le diverse versioni come contenuti duplicati in concorrenza tra loro invece che complementari.

Questo rischio di duplicazione percepita è il punto più frainteso del tag: senza hreflang, due pagine molto simili in inglese e francese possono essere interpretate come due traduzioni ridondanti dello stesso contenuto invece che come due versioni destinate a pubblici distinti, il che può danneggiare il ranking di entrambe invece di rafforzarle a vicenda.

Al contrario, un sito che propone una sola lingua non ha alcun bisogno di hreflang: aggiungere questo tag senza un vero contenuto multilingue non porta nulla e complica inutilmente la manutenzione del sito.

Sintassi corretta

La dichiarazione avviene generalmente nel <head> di ogni pagina, con un link verso ogni versione linguistica disponibile, incluso il link verso se stessa:

<head>
  <link rel="alternate" hreflang="fr" href="https://esempio.com/fr/guida" />
  <link rel="alternate" hreflang="en" href="https://esempio.com/en/guida" />
  <link rel="alternate" hreflang="es" href="https://esempio.com/es/guida" />
  <link rel="alternate" hreflang="x-default" href="https://esempio.com/en/guida" />
</head>

Il codice lingua segue lo standard ISO 639-1 (fr, en, es), e può essere combinato con un codice paese ISO 3166-1 per targettizzare una variante regionale precisa (fr-BE per il francese del Belgio, en-US per l'inglese americano). L'hreflang può anche essere dichiarato tramite la sitemap XML piuttosto che nel <head> di ogni pagina, un approccio spesso preferito sui siti con un gran numero di pagine multilingue, poiché centralizza tutte le dichiarazioni in un unico file più facile da generare e mantenere automaticamente.

La reciprocità: la regola più spesso infranta

Ogni pagina che dichiara una versione alternativa deve essere a sua volta dichiarata in cambio da quella versione alternativa. Se la pagina francese punta alla pagina inglese in hreflang, la pagina inglese deve puntare alla pagina francese. Un link hreflang non reciproco viene generalmente ignorato dai motori, il che annulla l'effetto del markup senza che appaia chiaramente alcun errore.

Questa regola diventa difficile da mantenere manualmente non appena un sito supera le tre o quattro lingue: aggiungere una nuova lingua implica aggiornare la dichiarazione hreflang su tutte le pagine esistenti delle altre lingue, non solo sulle nuove pagine create. Questo è uno dei motivi per cui la generazione automatica tramite un sistema di gestione dei contenuti o una sitemap dedicata riduce fortemente il rischio di errore rispetto a una dichiarazione manuale pagina per pagina.

L'x-default troppo spesso dimenticato

Il valore x-default indica quale versione mostrare agli utenti la cui lingua o localizzazione non corrisponde a nessuna delle versioni esplicitamente dichiarate. Senza di esso, questi utenti ricevono una scelta arbitraria da parte del motore, a volte incoerente con l'intenzione del sito. L'x-default corrisponde generalmente alla versione internazionale o inglese del sito, ma può anche puntare a una pagina di selezione della lingua esplicita se il sito non ha una versione predefinita evidente.

Errori frequenti

  • Link hreflang non reciproci tra le versioni linguistiche.
  • Codici lingua o paese errati (confondere il codice lingua con il codice paese, ad esempio fr-FR scritto FR-fr).
  • hreflang che punta a un URL che reindirizza o restituisce un errore 404, invece che all'URL finale.
  • Combinare hreflang con un tag canonical che punta a un'unica versione "master", il che contraddice lo scopo stesso dell'hreflang — ogni versione linguistica deve avere il proprio canonical, verso se stessa.
  • Dimenticare x-default su un sito con un pubblico internazionale rilevante.
  • Dichiarare una lingua in hreflang senza che il contenuto della pagina di destinazione sia realmente tradotto in quella lingua (una pagina duplicata ma non tradotta, lasciata temporaneamente).

Verificare la propria implementazione

Un'implementazione hreflang scorretta passa spesso inosservata visivamente (il sito funziona normalmente per un visitatore diretto) ma può falsare durevolmente il posizionamento internazionale. Una verifica sistematica della reciprocità dei link, in particolare dopo l'aggiunta di una nuova lingua, evita questo tipo di errore silenzioso.

Un test semplice consiste nell'aprire il codice sorgente di ogni versione linguistica e verificare, per ogni link hreflang dichiarato, che la pagina di destinazione dichiari a sua volta un link di ritorno equivalente. Su un sito di grandi dimensioni, questo controllo è più realistico con uno strumento di scansione automatizzato che elenca le incoerenze, piuttosto che manualmente, pagina per pagina.

Per l'insieme dei punti da verificare prima della messa online, vedi la checklist tecnica completa, e per la gestione dei vecchi URL durante una riorganizzazione multilingue, la lezione sui redirect ed errori HTTP.