Installare e configurare Google Search Console
Verifica della proprietà, scelta tra dominio e prefisso URL, invio della sitemap: i passaggi concreti per iniziare con Google Search Console.
Google Search Console si installa in tre fasi: creare una proprietà (dominio o prefisso URL), dimostrare di esserne proprietari, poi inviare la sitemap XML. Il tutto richiede una quindicina di minuti e costituisce il primo mattone di qualsiasi monitoraggio tecnico, sia SEO sia GEO.
Creare un account e scegliere il tipo di proprietà giusto
Vai su search.google.com/search-console con un account Google, poi clicca su "Aggiungi proprietà". Ti vengono offerte due opzioni:
- Proprietà di dominio: copre l'intero dominio, tutti i sottodomini e protocolli inclusi (http, https, con o senza www). È l'opzione consigliata nella grande maggioranza dei casi, perché offre una visione completa ed evita di duplicare le proprietà.
- Proprietà con prefisso URL: copre solo un'unica URL esatta (ad esempio solo
https://www.tuodominio.com). Utile se non puoi modificare i record DNS del tuo dominio, o se vuoi isolare il monitoraggio di una sottocartella specifica.
Se hai il controllo della configurazione DNS del tuo dominio, privilegia la proprietà di dominio: semplifica tutto il resto.
Verificare la proprietà: i metodi disponibili
Google deve assicurarsi che tu controlli effettivamente il sito prima di darti accesso ai dati. Esistono più metodi a seconda del tipo di proprietà scelto:
- Record DNS (TXT) — unico metodo disponibile per una proprietà di dominio. Google ti fornisce un valore da aggiungere come record TXT presso il tuo hosting o registrar DNS. La propagazione può richiedere da qualche minuto a 48 ore.
- Tag meta HTML — per una proprietà con prefisso URL, Google fornisce un tag
<meta name="google-site-verification" content="...">da inserire nell'<head>della homepage. - File HTML da caricare — un file dal nome univoco (es.
google1234567890.html) fornito da Google, da collocare alla radice del sito, raggiungibile direttamente sutuodominio.com/google1234567890.html. - Google Analytics o Google Tag Manager — se uno dei due è già installato e hai i diritti di amministrazione, la verifica avviene automaticamente senza ulteriori passaggi.
Scegli il metodo più semplice in base al tuo accesso tecnico: DNS se gestisci il nome a dominio, tag meta o file HTML se hai accesso solo al codice del sito.
Inviare la sitemap
Una volta verificata la proprietà, vai nella voce "Sitemap" del menu laterale. Indica l'URL della tua sitemap XML (di solito sitemap.xml o sitemap_index.xml, da aggiungere dopo il tuo dominio) e clicca su "Invia". Questo passaggio non è obbligatorio perché Google esplori il tuo sito, ma accelera la scoperta delle nuove pagine e dà a Google un elenco esplicito degli URL che ritieni importanti.
Se non sai se esiste già una sitemap, prova ad aprire tuodominio.com/sitemap.xml direttamente nel browser. La maggior parte dei CMS (WordPress con Yoast o Rank Math, Shopify, Webflow) ne genera una automaticamente.
Impostazioni aggiuntive da fare fin da subito
Alcune impostazioni, una volta verificata la proprietà, evitano di perdere tempo in seguito:
- Collegare Google Analytics 4, se già installato, per incrociare in seguito i dati di crawling e di traffico.
- Aggiungere gli altri membri del team come utenti (menu Impostazioni > Utenti e autorizzazioni), con un livello di accesso adeguato (sola lettura o proprietario completo).
- Controllare la sezione "Configurazione" > "Modifiche", che elenca le modifiche strutturali rilevate da Google (cambio del tag title, del canonical, ecc.), utile per individuare modifiche indesiderate.
- Se il sito è multilingue, non aspettarti che Search Console gestisca automaticamente il targeting internazionale: dipende dalla tua implementazione hreflang, da verificare separatamente.
Una volta completata questa installazione, il passo successivo consiste nell'imparare a leggere i propri dati in Google Search Console per trasformare questo accesso in una diagnosi utilizzabile. Pensa anche a installare Bing Webmaster Tools, che segue la stessa logica e conta per la visibilità nelle risposte di Copilot.